Come smaltire i pannelli fotovoltaici: regole, costi e riciclo

La corretta gestione dei moduli dismessi non è solo un obbligo normativo, ma anche un passo importante verso l'economia circolare e il recupero delle materie prime.

Pubblicato 05 Agosto 2026 | Autore: Eni Plenitude
6 min lettura

Smaltimento pannelli fotovoltaici: costi, norme e riciclo

Lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici deve seguire procedure specifiche perché i moduli a fine vita rientrano nella disciplina dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). 
In Italia, le modalità di gestione dipendono soprattutto dalla potenza dell’impianto, dalla natura domestica o professionale del RAEE e dall’eventuale accesso agli incentivi in Conto Energia. Infatti, per gli impianti incentivati in Conto Energia, il GSE disciplina la gestione del fine vita attraverso le Istruzioni Operative per la gestione del fine vita dei moduli fotovoltaici incentivati
Nel 2026 il D.Lgs. 7 gennaio 2026, n. 2 ha recepito la Direttiva UE 2024/884, intervenendo sulla disciplina RAEE anche con riferimento alla responsabilità finanziaria per la gestione dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Cosa sapere sullo smaltimento dei pannelli fotovoltaici

La gestione dei pannelli fotovoltaici a fine vita non riguarda solo il corretto conferimento del rifiuto, ma anche la tracciabilità, il recupero dei materiali e il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa RAEE.  
Un modulo dismesso non deve essere trattato come un rifiuto generico: deve essere avviato a canali autorizzati, secondo procedure diverse a seconda che provenga da un impianto domestico o professionale. 

In sintesi, prima di procedere allo smaltimento è opportuno verificare:

  • La potenza dell’impianto per distinguere tra RAEE domestico e professionale

  • La presenza di incentivi in Conto Energia che comporta specifici adempimenti verso il GSE

  • La documentazione richiesta soprattutto in caso di impianti incentivati o professionali

  • Il canale di conferimento corretto tramite Centro di Raccolta RAEE o soggetti autorizzati

Perché lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici è un tema importante 

La diffusione del fotovoltaico rende sempre più rilevante la gestione del fine vita dei moduli. I pannelli contengono materiali che possono essere recuperati attraverso processi di trattamento dedicati,  così da valorizzare risorse già immesse nel ciclo produttivo. 
Per questo, lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici non va considerato solo come un obbligo normativo, ma come una fase del ciclo di vita dell’impianto. Una gestione corretta consente di favorire il recupero dei materiali e di sostenere un modello più coerente con i principi dell’economia circolare. Vengono quindi recuperati materiali come vetro temperato, alluminio, silicio, metalli preziosi come rame e argento, e materiali plastici che possono essere quindi riutilizzati anche nel ciclo stesso di produzione. 

Normativa di riferimento: cosa dice la legge sui RAEE fotovoltaici

Cosa sono i RAEE e perché riguardano i pannelli fotovoltaici

RAEE sono i rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. A livello europeo, il riferimento principale è la Direttiva 2012/19/UE, che promuove prevenzione, riutilizzo, riciclaggio e altre forme di recupero dei rifiuti elettronici. 
In Italia, la disciplina è stata recepita dal D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49, successivamente aggiornato dal D.Lgs. 7 gennaio 2026, n. 2, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 gennaio 2026 ed entrato in vigore il 24 gennaio 2026. 

RAEE domestici e professionali: la soglia dei 10 kW

Per i pannelli fotovoltaici, la distinzione principale è legata alla potenza dell’impianto. Secondo il GSE:

  • I moduli installati in impianti di potenza inferiore a 10 kW sono considerati RAEE fotovoltaici domestici, quindi utilizzabili dai singoli consumatori/cittadini 

  • I moduli installati in impianti di potenza pari o superiore a 10 kW sono considerati RAEE fotovoltaici professionali pensati per complessi industriali o aziende 


Questa distinzione incide sulle modalità operative: i RAEE domestici possono essere conferiti presso i Centri di Raccolta, mentre i RAEE professionali devono essere gestiti tramite soggetti autorizzati e impianti di trattamento idonei.

Smaltimento pratico: cosa deve fare il proprietario

  • Impianti domestici sotto i 10 kW 


    Per un impianto fotovoltaico domestico, cioè di potenza inferiore a 10 kW, il modulo rimosso può essere conferito presso un Centro di Raccolta RAEE idoneo, nel raggruppamento R4, che comprende anche i pannelli fotovoltaici. L’elenco dei Centri di Raccolta è disponibile sul sito del Centro di Coordinamento RAEE. 
    Nel caso di impianti incentivati in Conto Energia, il Soggetto Responsabile deve inoltre trasmettere al GSE la documentazione prevista dalle Istruzioni Operative, tra cui la dichiarazione di avvenuta consegna del modulo fotovoltaico. 

  • Impianti professionali pari o superiori a 10 kW

    Per gli impianti professionali, il modulo fotovoltaico deve essere conferito, tramite un soggetto autorizzato, a un impianto di trattamento idoneo. In caso di impianto incentivato, il GSE richiede la trasmissione della dichiarazione di avvenuta consegna del RAEE e della copia del Formulario di Identificazione dei Rifiuti.

  • Focus sugli impianti incentivati in Conto Energia

    Per gli impianti fotovoltaici incentivati in Conto Energia, il GSE prevede specifiche modalità di gestione del fine vita dei moduli. Le Istruzioni Operative aggiornate recepiscono le novità introdotte dalla Legge 2 febbraio 2024, n. 11 e dalla Legge 8 agosto 2024, n. 115. 
    In particolare, per garantire la corretta gestione dei moduli a fine vita, il GSE applica quote a garanzia: 

    • 20 euro per modulo, in caso di trattenuta effettuata dal GSE; 
    • 10 euro per modulo, in caso di adesione a un Sistema Collettivo, secondo le condizioni previste.  
      Dal 2026, le istanze di adesione ai Sistemi Collettivi devono essere trasmesse tramite l’applicativo SIAD in due finestre annuali: dal 1° febbraio al 31 marzo e dal 1° giugno al 31 luglio.

Quanto costa smaltire i pannelli fotovoltaici

Il costo dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici non può essere indicato in modo uniforme per tutti i casi, perché dipende dalla tipologia di impianto, dalla presenza di incentivi, dalle modalità di conferimento e dagli operatori coinvolti.

Per gli impianti incentivati in Conto Energia, i riferimenti economici indicati dal GSE sono quote a garanzia:

  • 20 euro per modulo in caso di trattenuta GSE
  • 10 euro per modulo in caso di adesione a un Sistema Collettivo

Questi importi non comprendono necessariamente eventuali costi di smontaggio, trasporto, sostituzione, revamping o altri servizi tecnici, che devono essere valutati separatamente. 

Cosa succede ai pannelli dopo lo smaltimento

Dopo il conferimento, i pannelli fotovoltaici vengono avviati a impianti di trattamento autorizzati, dove le diverse componenti possono essere separate e recuperate. L’obiettivo è ridurre la quota destinata a smaltimento finale e valorizzare materiali come vetro, alluminio, rame, silicio e, in alcune tecnologie, metalli di maggiore criticità o valore.

Le percentuali effettive di recupero possono variare in base alla tecnologia del modulo, allo stato del pannello e al processo industriale utilizzato. Per questo, è corretto distinguere tra gli obiettivi previsti dalla normativa RAEE e le prestazioni effettive dei singoli impianti di trattamento.

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